Parisina Schincaglia Pasi (1869-1946)

 
Ci siamo imbattute per caso in Parisina Schincaglia Pasi che fu, nei due primi decenni dell' Aemilia Ars,
una figura molto importante: era, in effetti, una disegnatrice - e questo già la descrive e descrive il suo ruolo.

 
Si sa quanto sia importante il disegno nel ricamo e nel merletto.
Non è tutto: era la disegnatrice a diretto contatto con le merlettaie.
Sapeva bene le loro esigenze e i loro problemi nel realizzare, sapeva, dunque, come tracciare disegni eseguibili o,
addirittura, sistemare, per l'esecuzione, disegni di grandi artisti.
Era brava, stimata, apprezzata...... ma poi.....
La storia va raccontata.
Partiamo dall'inizio.
Era il 2004 e avevamo allestito, per i 90 anni di Antonilla Cantelli, una mostra nella biblioteca della chiesa
di San Francesco, a Bologna.
 
 
 

 

Un signore, molto gentile - che lavora con i frati, li aiuta nelle varie manifestazioni, raccoglie cose - vede i merletti,
esce, ritorna, riguarda, pensa, esce ancora e ritorna con una rivista piegata a metà.
Ce la regala.
Apriamo ed ecco un numero di Virtù ed Arte.
In copertina: uno stemma, un motto e poi la scritta Scuola Pasi.
 
 
 
 
Sfogliamo e le immagini .... sorprendono non poco
 
 
 
Non proprio aemilia ars, non del tutto almeno, ma quelle rose e il garofanino...
1923, l'Aemilia Ars ancora in grande splendore. 
Pensiamo subito alla influenza sui ricami e merletti dell'intera città.
Avevamo già visto copie da disegni ispiratori, ma qui c'era qualcosa di più.
 
 
 
 
La melagrana ... sì,
l'uccellino nel quadratoper una scatola portagioie ... sì.....
i centrini, ecco...non proprio, però ci fanno pensare.
 
Incominciamo una ricerca di questi fascicoli.
Ce ne sono in giro e non ce ne eravamo accorte forse perché non eravamo
alla ricerca affannosa di disegni.
Con Antonilla Cantelli come maestra e con le scatole del Sacro Cuore avevamo,
e abbiamo, materiali e ispirazioni per 10 vite.
Qualcuna, esperta di mercatini, ci ha perfino guardato con sufficienza .....
- oh ! si conoscono da tempo ! - già, un po' strano allora se non ci era stato
detto ma c'è chi, purtroppo, fa fatica a  condividere.
 
Altri ci aiutano e arriviamo a quella che si scoprirà essere la prima pubblicazione:
 
 
 
 
.................... questa signora P. Pasi (o signore ?) ha esperienza.
In alto un disegno che ha "echi" del libro di modelli di Ostaus (1561) , in basso un ornato doc.
La Scuola Pasinon compare ancora ma questo fascicolo deve aver prodotto un certo effetto.
 
Ormai la curiosità di sapere è grande.
Si sfogliano Indicatori, si va anche nell'archivio della Camera di Commercio, si scoprono i nomi:
Direttore della Scuola: Pietro Pasi,
Insegnante: Parisina Pasi.
Tutti e due P. Pasi.  E' dunque voluto?  Chissà !
 
Il nome Parisina incomincia poi a girarmi in testa. Dove l'ho letto ?
Ecco. Avevo visto un elenco di chi lavorava stabilmente per l'Aemilia Ars nel 1905.
Parisina Schincaglia (come disegnatrice) e la sorella Olga (come segretaria) erano in quell'elenco.
Di più, sempre in un articolo del 1905 sulla rivista Regina, pur con un errore di stampa
(Parisini invece che Parisina ) si conferma il ruolo di disegnatrice e  inaspettatamente
abbiamo anche, nello stesso articolo, le foto delle due sorelle.
 
 
 
Ma quando diventa Parisina Pasi ?
 
Altre ricerche portano ad eventi e, soprattutto,  ad un significativo commento:
 
Si può intuire la grande importanza di Parisina, l'ambiente d'arte e cultura che l'aveva formata,
la sua esperienza, le sue conoscenze: merlettaie,   clienti, fornitori, rappresentanze, pubblicità.
 
Non era una merlettaia né un ricamatrice per cui si può immaginare che, per la sua Scuola, 
"portò via" merlettaie e ricamatrici che, prima, avevano lavorato  per l'Aemilia Ars.
Probabilmente portò via anche clienti o, come minimo, fu in concorrenza.
 
Certamente ognuno ha il diritto di prendere la sua strada e ci sono, in questo caso, 
molti meriti, come quello di essere brava, di avere inizitive e, soprattutto,
di aver pubblicato tanti disegni.
Anche l'avventura editorile fu coraggiosa.
 
Però percepisco qualcosa di "storto", di "amaro", come posso dire?, ecco: di "non del tutto corretto".
 
Quello che mi sorprende di più e apprezzo, è la signorilità della "risposta"..... solo un bruscamente.....

Chi parla è Lina Cavazza e, in un certo modo, ci insegna.

 
 

Qualche dato sulla Scuola, sugli indirizzi, sulle pubblicazioni che abbiamo, fino ad ora, visto.

 

 

 

La rivista uscì, in un primo tempo, due volte all'anno, poi 4 volte. 

Credo che venisse inviata per abbonamento.

Gli indirizzi sono vari, forse ci fu la ricerca continua di un locazione migliore.

 

C'era anche, sotto sotto, l'orgoglio dei Pasi, un nobiltà antica,

di persone il cui cognome era in origine Paci,

perché in lotte locali ebbero ruolo di pacieri.

Il simbolo nello stemma è una colomba, coerente con la storia.

 

pasi10


 
Ho raccontato in pubblico già due volte di Parisina.
Qualcosa, in più si è saputo  e si è costruito un piccolo albero genealogico.
 
Il fratello Ignazio - con il nome del nonno, come si usava - studiò Fisica con Augusto Righi
e divenne un esperto di raggi X. 
Il padre un agente delle imposte, la sorella una segretaria, forse un contabile.
 
Numeri, scienza, disegni, merletti, ricami.... non mi sorprende.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
[Bianca Rosa Bellomo]

 

 

 

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